Siamo produttori di Grani antichi

Siamo produttori di Grani antichi

In questa foto potete ammirare la nostra Terra e il nostro campo di grano.

Seguiamo ogni passaggio noi direttamente dalla coltivazione alla macinatura, solo cosi riusciamo a garantire farine di qualità superiori. Il rapporto che abbiamo con il nostro mugnaio Vincenzo è un punto fermo per la nostra attività. Vincenzo ha ripristinato il vecchio mulino di suo nonno e la molitura a pietra garantisce che i chicchi di grano non vengano bruciati e che il germe non venga danneggiato. Solo da lui maciniamo i nostri cereali “minori” coltivati con tecniche non intensive e nel pieno rispetto dell’ambiente e dei terreni che facciamo ruotare.

I grani antichi sono varietà del passato rimaste autentiche e orginali, ovvero che non hanno subìto alcuna modificazione da parte dell’uomo per aumentarne la resa. Partiamo dal più conosciuto, il Senatore Cappelli.

Il grano duro Senatore Cappelli è un’antica varietà di grano duro coltivata principalmente nel Sud Italia. La storia del grano duro Senatore cappelli inizia nei primi anni del Novecento quando il genetista Nazareno Strampelli, partendo dai grani nordafricani, selezionò una varietà rustica molto resistente e adatta ai terreni del meridione, una pianta alta fino a un metro e ottanta, cui decise di dare il nome di senatore Cappelli, che aveva iniziato la modernizzazione dell’agricoltura in Puglia.

Le dimenicate spighe di grano Cappelli, ottenute da una attenta selezione naturale a Foggia, sono state per decenni le coltivazioni più diffuse sul Sud Italia e nelle Isole. Il grano Cappelli viene considerato il padre del grano duro, definito negli anni ’30 “razza eletta”, è un grano duro rustico che predilige terreni poveri e argillosi. Detiene eccellenti qualità nutrizionali e un alto valore proteico; in Puglia tali caratteristiche gli hanno valso l’appellativo di “carne dei poveri”.

I vantaggi del farro, cereale millenario

Ogni sera i legionari romani, dopo le fatiche della battaglia, ricevevano una manciata di farro a testa. La pestavano con la pietra, la cuocevano in acqua e preparavano il puls, un antenato della nostra polenta. Più di 2mila anni fa (anche se le sue origini sembrano risalire a 5mila anni fa in Medio Oriente), il ricco cereale stava prendendo piede come alimento base della civiltà romana, che cominciò a coltivarlo in abbondanza sfruttando la sua capacità di crescere anche in terreni poveri e di resistere agli sbalzi climatici e al freddo.

(Wikipedia)



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